martedì 3 aprile 2012

Proteine - Istruzioni per l'uso

Proteine, istruzioni per l'uso

Introdurre con l'alimentazione la giusta quantità di proteine rappresenta per ogni persona uno dei più potenti segnali di controllo dei picchi glicemici, dell'equilibrio ormonale complessivo e della regolazione del metabolismo.
Per molti, poi, con problemi di malassorbimento, di masticazione o di scarsa introduzione alimentare l'utilizzo di proteine può trasformarsi in una necessità assoluta. Quindi una loro integrazione corretta può essere utile.
Inoltre, una delle difficoltà che più spesso si affrontano quando si vuole risolvere un problema di peso, impostando una dieta per stimolare il metabolismo e favorire la perdita di massa grassa, è quella della quantità di proteine da mangiare durante la prima colazione.
Dopo un po' di spiegazioni e di consigli, il pranzo e la cena vengono di solito preparati bene, correttamente bilanciati tra proteine e carboidrati, ma per la maggioranza dei pazienti la prima colazione a base di "niente" (un caffettino...) o quasi esclusivamente di soli carboidrati (cappuccio e brioche), resta purtroppo una delle abitudini italiane più difficili da cambiare.
Nel recente libro "Dieta GIFT, dieta di segnale" è spiegato con chiarezza quali sono gli effetti di una dieta che non mantenga correttamente la quota di circa un grammo di proteine per chilo di peso corporeo al giorno. Si tratta di una quantità complessivamente non troppo elevata che spesso i mangiatori di carboidrati fanno fatica a raggiungere. Per fare un esempio, un uomo di 75 chili di peso dovrebbe mangiare almeno 75 grammi di proteine in una giornata. Non vuole dire 75 grammi di carne o pesce, perché 100 grammi di pesce o di carne contengono in tutto 20-21 grammi di proteine. Le indicazioni, se si vuole perdere massa grassa e attivare il metabolismo, sono quindi quelle di utilizzare al meglio ogni pasto sfruttando tutte le potenziali fonti di proteine, da ricercare fin dalla prima colazione.
Per fare degli esempi sensati, il fatto di usare del pane integrale vero consente di mangiare un alimento che per 100 grammi di alimento può arrivare a contenere 14 grammi di proteine, a fronte di 0,5 grammi per il pane bianco.
Fin dalla prima colazione si possono e si dovrebbero introdurre - come si fa in tutto il Nord ed Est Europa e nel Nord Africa - uova, formaggi e così via. Questo utile bilanciamento consente di ottimizzare bene il rapporto con gli alimenti in ogni pasto, ricordando che ai fini della attivazione del metabolismo e del dimagrimento, questo comporta un controllo dei picchi glicemici e la attivazione della produzione di leptina con funzioni di regolazione ormonale, dimagrimento e controllo della fame.

Che fare quando risulta difficile inserire le proteine con gli alimenti

Quando, per qualsiasi motivo, l'introduzione delle proteine è comunque ridotta ed eventualmente sbilanciata rispetto al giusto tempo di introduzione nella giornata, si può scegliere di usare una integrazione di aminoacidi (le basi costitutive delle proteine) e di proteine purificate per compensare la carenza. L'uso di proteine alimentari di solito derivate da latte, uovo e soia ha differenti caratteristiche d'uso.

I prodotti che noi consigliamo

In genere noi suggeriamo l'utilizzazione di due preparati: Protein Vaniglia e Protein Chocolate, ottenuti dalla purificazione e dalla idrolisi delle proteine del latte, di alto valore biologico, e al tempo stesso completamente prive di lattosio. La scelta di questi preparati è legata alla ottima presenza di tutti gli aminoacidi essenziali (integrati da acido glutammico e dagli aminoacidi ramificati) e alle tecniche di preparazione che consentono la loro utilizzazione anche agli intolleranti al latte (come per le formule preparate per l'allattamento dei bambini allergici). Il concentrato di proteine da siero di latte viene purificato tramite una particolare procedura di microfiltrazione, scambio ionico e idrolisi al fine di aumentare la disponibilità, l'assorbimento e la capacità di utilizzo degli aminoacidi. Le proteine del siero così ottenute sono infatti sorgenti proteiche naturali di alta qualità, derivate dal latte ma prive di lattosio, a basso contenuto di grassi e di colesterolo, prive di sale e di amido.

Precauzioni e attenzioni per l'uso

Pur trattandosi di proteine idrolizzate e microfiltrate, prive di lattosio, non è possibile escludere che soggetti allergici al latte possano avere delle reazioni specifiche alla loro assunzione. In questi casi (allergie IgE mediate) è necessario discutere con il proprio medico la utilizzazione del prodotto. Nella nostra esperienza gli intolleranti alimentari al latte (con allergie ritardate) possono generalmente assumere il prodotto senza particolari problemi.

Dosaggi suggeriti

Un misurino (o misurone, come alcuni lo chiamano) contiene circa 20 grammi di proteine e aminoacidi. Chi deve integrare la prima colazione può utilizzare  uno o due di questi misurini (in relazione al peso della persona e alla capacità di integrare altre proteine nel corso della giornata) durante il breakfast. Nel caso sia necessario integrare invece in modo più ampio, la quantità di proteine necessaria va calcolata sui bisogni della giornata.

domenica 1 aprile 2012

Creatina - Effetti fisiologici e sanitari


Creatina - Effetti fisiologici e sanitari


Negli ultimi anni si è molto parlato della supplementazione orale in creatina (creatina) e dei suoi presunti effetti anabolici.
Il florido business che circonda il mondo degli integratori sforna ogni anno decine di nuovi prodotti, promettenti ed eccezionali performances, effetti anabolici e anti-catabolici strabilianti; in realtà, solo la conoscenza esatta della biochimica funzionale può fare la differenza tra un ciarlatano che consiglia prodotti mirabolanti ed un tecnico competente che non vende sogni ma "solide realtà", parafrasando un noto spot pubblicitario.

Sintesi e biochimica della creatina


La creatina è un derivato aminoacidico - un tri-peptide per l'esattezza - sintetizzato da reni e fegato a partire da Arginina, Glicina e Metionina, che può essere anche ricavato dal cibo, in special modo dalla carne rossa (907 g ne contengono circa 4 g).
La sintesi di creatina avviene in 2 tappe:
1) l'acetato di guanidina si forma da arginina e glicina, reazione catalizzata dall'enzimaamidinotransferasi-arginina.
2) un gruppo metile è traferito dalla S-adenosinmetionina all'acetato di guanidina.
Nell'essere umano 1 kg di muscolo fresco contiene tra 3 g e 4.6 g di creatina e 5 MMol di ATP.

La creatina viene quindi prelevata dai muscoli scheletrici dove forma la Fosfocreatina (creatina fosfato), il composto fosfato ad alta energia.

creatinaLa creatina fosfato è una fonte di riserva energetica indiretta per l'ATP (infatti rifosforila l'ADP), ed una volta esaurita l'ATP deve essere rigenerato attraverso il metabolismo di substrati come glicogeno, glucosio, acidi grassi, chetoni e amminoacidi (AA).
La velocità dell'ATPasi dipende sempre e comunque dalla velocità di reazione delle "catene" leggere della Miosina.
Inoltre, il corpo sintetizza da 225g a 425g di creatina fosfato, quindi fino a 5 volte il totale di ATP sintetizzato; non stiamo dunque parlando di una riserva energetica esigua.
Ma la creatina fosfato, a differenza dell'ATP, non può essere riconvertita, a causa della reattività del gruppo delle Fosfoguanidine, in cui il gruppo carbossilico si sostituisce al fosfato.
Il composto ciclico derivato da questo processo è la creatinina, eliminata poi nelle urine.
Queste le funzioni che la creatina fosfato svolge all'interno del muscolo scheletrico umano:
  • rifosforila più rapidamente l'ADP
  • favorisce una più rapida diffusione dei fosfati ad elevata energia all'interno della cellula
  • contribuisce al "buffer" (tamponamento) dell'acidosi cellulare durante l'esercizio fisico
  • il prodotto della sua idrolisi gioca un ruolo nell'attivazione della glicogenolisi ed altre vie cataboliche
Il trasporto di creatina dipende dalla corretta funzionalità della "Pompa del Sodio", che a sua volta è attivata dall'insulina, dunque ecco spiegato perché l'accumulo di creatina nel muscolo aumenta con la concomitante ingestione di zuccheri semplici.


Creatina sintesi



Supplementazione orale: quanta assumerne?!



Secondo ACSM una dose di creatina 3g/die avrà lo stesso effetto di una dose a 20g /die, ovviamente non in tutti gli individui, e con concomitante ingestione glucidica.
Infatti la maggior parte della creatina ingerita è ritenuta dal corpo quasi esclusivamente nei primi giorni della supplementazione; in coincidenza con la ritenzione, si manifesta una sostanziale riduzione di produzione di urina nei primi 3 giorni della supplementazione, dovuta alla peculiarità biochimica della creatina esposta sopra.
L'escrezione urinaria di creatina comunque avverrà sempre in rapporto alla quantità di massa muscolare del soggetto.
Ma come può essere che 3g esprimino gli stessi effetti di 20 g?!: l'ampiezza della captazione intramuscolare di creatina è inversamente proporzionale al contenuto iniziale totale muscolare di creatina endogena nell'individuo, ciò significa che più la concentrazione iniziale di creatina è bassa, maggiori saranno gli effetti della supplementazione, ricordando che l'aumento intramuscolare di creatina non è generalizzato, ma localizzato ai distretti muscolari sollecitati in esercizio.

ACSM conclude affermando che per una efficace stimolazione dell'insulina sono necessari 5 g di creatina accompagnati da circa 100 g di zuccheri semplici (ad elevato indice glicemico): questa semplice procedura di "ricarica" giornaliera assicura un rapido accumulo intramuscolare di creatina.
Ciò si riduce quando tale integrazione avviene dopo un esercizio fisico prolungato, a causa dei concomitanti bassi livelli di insulina.

Creatina ed esercizio fisico

Diversi clinici e ricercatori si sono occupati negli ultimi 15 anni degli effetti organici di una integrazione esogena di creatina sull'allenamento, con risultati talvolta contrastanti.
Secondo alcuni, la supplementazione ritarda l'affaticamento, migliora la capacità di recupero e aumenta la forza della contrazione muscolare durante brevi momenti di esercizio fisico volontario massimale; la concomitante ingestione di glucosio, taurina ed elettroliti nel corso dell'allenamento promuove grandi incrementi in fatto di volume di sollevamento pesi delle estremità superiori e della capacità nello sprint.
Secondo ACSM una supplementazione in creatina non aumenta la forza isometrica massimale, non aumenta il tasso di produzione massimale della forza né la performance nell'esercizio aerobico, dato che studi recenti confermano come la creatina riduca la sintesi di IMP (InosinMonoFosfato) nel muscolo umano in esercizi di endurance.
I benefici della supplementazione infatti sarebbero evidenti solo in esercizi di breve durata, ad intensità molto elevata, specialmente se eseguiti in successione e separati da recuperi molto brevi.
Inoltre, una supplementazione in creatina non favorirebbe la performance aerobica, come nel nuoto o maratone, ma produrrebbe tuttavia un effetto positivo su corti sprints rigorosamente effettuati durante o dopo prove di "endurance".
Sono stati altresì dimostrati effetti positivi della supplementazione di creatina su prove di F.E. (Forza Esplosiva).

Creatina e fibra muscolare

Nello specifico, lo studio più esauriente è effettuato da ACSM, con i seguenti risultati:
la fosfocreatina a riposo è del 5-15% più elevata nelle fibre di tipo 1 (STF o lente) che in quelle di tipo 2 (FTF o veloci)
durante un esercizio di sprint di 10-30'', il tasso di degradazione è maggiore nelle fibre FTF che nelle fibre STF
nel recupero da prova di sprint le fibre STF resintetizzano più velocemente fosfocreatina rispetto alle fibre FTF
tuttavia, dopo la supplementazione orale, le fibre FTF aumentano il contenuto totale di fosfocreatina in misura maggiore delle STF
la supplementazione in creatina non è associata ad una "vera" ipertrofia, ma aumenta il contenuto di fosfocreatina intramuscolare del 20%, ossia da 70/90 MMol a 85/105 MMol per kg di massa alipidica, tenendo anche conto del fatto che 1 g di creatina "lega" circa 4Mol di ECW (Acqua Extracellulare)
ulteriori studi hanno evidenziato una relazione tra ipertrofia muscolare in esercizi di forza (Squat) e supplementazione - 1.5 g/die - con 1) proteine del siero prese in concomitanza a creatina, 2) creatina presa con zuccheri, 3) zuccheri presi singolarmente e 4) proteine del siero prese singolarmente: i miglioramenti nella performance di forza e l'ipertrofia del treno inferiore nell'esercizio di squat si sono verificati solo nel caso 1 e 2, a rafforzare la tesi secondo la quale è l'assunzione di zucchero la chiave per una ottimale captazione intramuscolare di creatina
uno studio sull'allenamento e sulla supplementazione per 8 settimane di creatina - 0,25 g/kg di massa alipidica- in vegetariani hanno dimostrato che: i valori basali di fosfocreatina prima dello studio erano più bassi nei vegetariani - 117 MMol- che nei non vegetariani - 130 MMol-, e che la supplementazione ha prodotto un aumento di fosfocreatina e TC (Total creatinaeatine), un aumento di forza nel lavoro isocinetico e in %1RM al bench press ed una ipertrofia in STF e FTF maggiore nei vegetariani che nei non vegetariani, a dimostrare quanto detto sopra, cioè che sono proprio i valori basali di creatina pre-supplementazione ad ottimizzare la produzione e la captazione intramuscolare di fosfocreatina

Effetti sanitari della supplementazione

La creatina può causare nausea e vomito solo se presa in concomitanza ad altre sostanze.
Studi condotti fino a 5 anni sugli effetti della supplementazione in creatina sul rene, non hanno dimostrato un aumento nocivo del tasso di presentazione della creatina nel nefrone. Alte supplementazioni di creatina in tempi molto brevi intensificano l'escrezione renale di Metilamina Urinaria Formaldeide, senza però produrre detrimento relativo alla permeabilità renale, a patto che non siano presenti microangiopatie renali.
Studi condotti fino a 4 anni sugli effetti della supplementazione in creatina sul fegato, non hanno dimostrato una relazione tra disturbi epatici, elevati livelli di SGOT e GPT e creatina.
La supplementazione in creatina protegge le cellule cardiache dallo stress ossidativo nei ratti, nell'uomo abbassa i valori di Colesterolo Totale, Trigliceridi e VLDL plasmatiche.
La creatina diminuisce la neurotossicità del Glutammato e le alterazioni energetiche nei colpi di "Anossia Ippocampica"
Nei pazienti in fase di riabilitazione post-chirurgica con un regime alimentare inadeguato la supplementazione in creatina ha aumentato del 43% il diametro delle fibre STF e FTF; tale effetto è stato mantenuto per 5 anni!
In stato di potenziale stress termico, è stato notato come la creatina influenzi largamente l'equilibrio idrico, la sudorazione e la termo-regolazione; ACSM raccomanda dunque a quegli individui che si allenano al caldo/umido o eseguono esercizi molto intensi di non assumere creatina
NB: sebbene la supplementazione in creatina non abbia effetti secondari, ciò non vuol dire che sia innocua, e studi futuri ce lo dimostreranno.

Supplementazione e sesso

I vari studi condotti negli ultimi anni concordano nel riferire che l'accumulo intramuscolare di creatina non è dipendente dal sesso femminile o maschile.

Età e supplementazione

Anche se necessitano di ulteriori spiegazioni scientifiche e cliniche, gli studi dimostrano che i soggetti più anziani non rispondono alla supplementazione come i giovani
Infine per quanto riguarda la controversa associazione di caffeina alla supplementazione orale di creatina, i ricercatori sono concordi nell'affermare che la concomitante ingestione di caffeina riduce notevolmente gli effetti della creatina esogena.


sabato 31 marzo 2012

Vitamine

Le vitamine sono dei nutrienti essenziali per il nostro corpo, svolgono funzioni importantissime e la loro sintesi endogena è assente o insufficiente. I fabbisogni giornalieri sono dell'ordine dei milligrammi e comunque il reale fabbisogno varia da individuo ad individuo dipendendo da molteplici fattori. Le vitamine inoltre non sono catabolizzate a scopo energetico e non sono usate a scopo strutturale. Si dividono in 2 grandi gruppi:
Vitamine idrosolubili (cioè solubili in acqua) di cui fanno parte: le vitamine del gruppo B (B1, B2, B6, B12), la vitamina PP, il pantotenato, i folati, la biotina e la vitamina C.
Vitamine liposolubili (cioè solubili nei grassi) di cui fanno parte le vitamine: A, D, E, K.
Le deficienze vitaminiche pure, cioè di una sola vitamina, sono rare perché i disordini nutrizionali portano spesso a deficienze polivitaminiche.
Quando si parla di vitamine si pensa subito a come contrastarne le mancanze ma bisogna anche sapere che il sovradosaggio porta ad effetti tossici, ad esempio:
Vitamina A: epatopatia cronica, alterazioni cutanee
Vitamina PP: ulcera peptica, alopecia, epatotossicità
Vitamina B6: neuropatia periferica
Vitamina C: calcoli di ossalato, effetti teratogeni e carcinogenetici (ad altissimi dosaggi)
Vitamina D: ipercalcemia, ipertensione, calcolosi renale
Vitamina K: anemia emolitica
E' interessante sapere che anche l'uso di alcuni farmaci può aumentare il fabbisogno giornaliero di vitamine, alcuni esempi sono:
Contraccettivi orali: B2, B6, B12, C, folati
Lassativi: Vitamine liposolubili
Antibiotici: K, folati
Antinfiammatori: ridotto assorbimento di vitamina C
Per quanto riguarda il metabolismo energetico va sottolineata la centralità del ruolo svolto dalle vitamine del gruppo B. Molte vitamine infatti sono coenzimi o danno luogo alla sintesi di coenzimi e proprio quelle del gruppo B permettono la formazione di FMN, FAD, NAD e NADP:
Vit. B2 (riboflavina) - FMN, FAD
Vit. PP (niacina) .- NAD, NADP

Proteine - I mattoni della vita

L'importanza delle proteine

La parola “proteina” deriva dal greco “protos” con il significato di primo elemento, non a caso la funzione strutturale delle proteine le rende estremamente necessarie per la vita in quanto va a costituire la materia principale con la quale la cellula si delimita dall’esterno,  costruisce i propri organuli interni e custodisce le informazioni genetiche che racchiudono tutte le istruzioni metaboliche che consentono alla cellula di mantenersi in vita e di riprodursi. Sembrano già un sacco di cose, ma in realtà il ruolo delle proteine non si ferma nella partecipazione della costruzione dell’essere vivente, ma molte molecole proteiche agiscono anche da veri e propri agenti metabolici, ormoni, anticorpi e enzimi sono alcuni esempi per dimostrare l’ampia partecipazione delle proteine come vere e proprie protagoniste della vita.
 
Cosa sono le proteine

Le proteine sono molecole simili ai carboidrati e lipidi, contengono anch'esse catene di carbonio alle quali sono legati atomi di idrogeno ed ossigeno, ma le proteine posseggono anche altri elementi come l'azoto (che ne rappresenta una notevole quantità circa il 16%), zolfo e ferro. Le proteine analogamente come i carboidrati e i lipidi si originano dall'unione di tante altre molecole strutturali, in questo caso, gli aminoacidi.
Gli aminoacidi sono legati fra loro per mezzo di legami peptidici, formano delle catene proteiche più o meno complesse, le proprietà chimiche della proteina derivano proprio dalla sequenza aminoacidica che presenta. Il nostro organismo è in grado di sintetizzare nuovi amminoacidi partendo da aminoacidi differenti; gli aminoacidi necessari per l'organismo sono 20, ma fra questi vi sono otto che non possono essere sintetizzati dal nostro organismo ma devono essere introdotti con l'alimentazione e sono: isoleucina, leucina, lisina, metionina, fenilalanina, treonina, triptofano e valina, tali molecole vengono quindi definiti aminoacidi essenziali.
Gli aminoacidi essenziali devono essere introdotti con l'alimentazione, gli alimenti di origine animale costituiscono un'importante fonte di aminoacidi essenziali, in quanto generalmente presentano tutti gli aminoacidi in ottime quantità, quelli di origine vegetale invece spesso mancano di uno o più aminoacidi, solo con le associazioni di diversi alimenti vegetali si può fornire il giusto e completo apporto di aminoacidi.

Aminoacidi presenti negli esseri viventi

acido aspartico acido glutammico alanina arginina asparagina
cisteina fenilalanina glicina glutammina isoleucina
istidina leucina lisina metionina prolina
serina tirosina treonina triptofano valina

La funzione delle proteine

Le proteine sono la forma più diretta dell'espressione genetica, in relazione alla funzione che sono destinate a svolgere, le proteine si distinguono in enzimi, proteine di trasporto, proteine contrattili, proteine strutturali, proteine di difesa e proteine regolatrici; le molecole di proteine sono continuamente prodotte, utilizzate e distrutte da parte dell'organismo, si costituisce così un ciclo di produzione e di utilizzazione che prende il nome di turnover proteico.
Le proteine vengono sintetizzate, a livello cellulare, continuamente per garantire un'efficace rimpiazzo di quelle destinate ad essere impiegate nella formazione dei tessuti o di quelle degradate per fini energetici. Giornalmente si ha una degradazione di circa 30-40 grammi di proteine per l'intero organismo, tale valore però può oscillare in relazione alle richieste metaboliche dell'organismo, nel caso dell'attività fisica si genera un debito proteico causato dalla necessità di rimpiazzare le proteine logorate durante l'attività di sforzo contrattile dei muscoli. Inoltre per effetto della supercompensazione l'organismo non si limita a rimpiazzare i tessuti e le scorte energetiche utilizzate durante il lavoro fisico, ma si prepara per un successivo sforzo muscolare di pari o superiore intensità accumulando proteine e carburante in quantità maggiori rispetto allo stato iniziale.
Tramite l'alimentazione ogni giorno deve essere introdotta una quantità di proteine tale da eguagliare il valore di logorio giornaliero, in quanto il nostro corpo non è in grado di accumulare delle scorte proteiche, al contrario di quello che accade alle sostanze energetiche; risulta così importante per l'organismo possedere tutti gli aminoacidi essenziali per garantire una corretta sintesi proteica.
Le proteine hanno una struttura tridimensionale che può raggiungere anche elevati livelli di complessità.
Ad ogni diversa complessità strutturale della proteina è associata una diversa funzione biologica .
Le molecole proteiche vengono così suddivise in proteine estese e globulari, nel primo caso si tratta di proteine con funzioni prettamente biomeccaniche, la loro forma ricorda quella di più foglietti sovrapposti, rientrano in questa classificazione tutte le proteine che costituiscono l'epidermide, peli, capelli, unghie ed altro. Nel complesso tutte le proteine che hanno funzioni strutturali sono definite anche plastiche, nel nostro caso specifico sono quelle che ci interessano maggiormente in quanto sono i mattoni fondamentali per lo sviluppo e la crescita dell’apparato muscolare.
Le proteine globulari sono invece attive in innumerevoli processi biologici prendendo i nomi di enzimi, ormoni e anticorpi ad esempio.
Le proteine giocano un ruolo molto importante nella formazione delle strutture tissutali, la cosiddetta funzione plastica. Sono le molecole che custodiscono le informazioni genetiche cellulari, infatti dna e rna sono composti da molecole di proteine, hanno funzioni di trasporto come nel caso delle proteine trasportatrici, meglio conosciuti come carrier, ma anche emoglobina e ormoni sono costituiti da molecole di proteine.
Le proteine costituiscono gran parte del tessuto muscolare e inoltre possono configurarsi come agenti di controllo immunitario. Possono anche essere impiegate a scopi energetici, ma diciamo che in condizioni di salute e di riposo la percentuale di proteine degradate a scopi energetici è molto marginale, la percentuale invece sale in caso di digiuno o sforzi prolungati. 

Contenuto proteico espresso in percentuale
Salame
Prosciutto
Mortadella
Grana padano
Emmenthal
Gorgonzola
Mozzarella
Ricotta
Yogurt
Cavallo
Manzo
Maiale
40
20
16
35
28
20
19
12
4
22
19
18

Pollo
Rombo
Tonno
Trota
Anguilla
Sogliola
Fagioli secchi
Fagioli freschi
Piselli secchi
Lenticchie
Uovo intero
Pane bianco
19
16
21
15
12
16
23
7
21
25
13
7

Integrazione proteica

Parlando dell'assunzione proteica giornaliera si fa riferimento ad un tema di grande attualità, la continua diffusione di integratori alimentari tra gli sportivi e molto spesso la mancata (o errata) informazione porta ad un abuso nell'assunzione di integratori che molto spesso vengono utilizzati in modo errato sottovalutando i rischi a cui sono legati i sovradosaggi.
Specialmente per le sostanze proteiche a differenza della convinzione di molti non esistono reali vantaggi nell'incrementare senza controllo l'apporto giornaliero fino a tre volte quello consigliato, tantomeno non si verifica nessun incremento delle masse muscolari semplicemente incrementando la dose giornaliera. Tutte le proteine assunte in eccesso verranno eliminate dall'organismo in quanto nel nostro corpo non esiste alcuna scorta di proteine, a differenza di carboidrati e lipidi, per questo una volta utilizzato ciò che gli interessa l'organismo provvederà ad eliminare l'eccedenze.
Per questi motivi si consiglia di consultare sempre il proprio medico prima di assumere integratori alimentari o applicare significative modifiche alla propria alimentazione. 

Bilancio azotato

Un bilancio dell'azoto si definisce positivo quando l'assunzione eccede le perdite, parte dell'azoto introdotto con l'alimentazione viene utilizzato per la sintesi proteica. Un bilancio negativo indica invece la prevalenza del catabolismo rispetto all'anabolismo, oppure nel caso in cui l'assunzione giornaliera di proteine è superiore alla dose giornaliera necessaria.